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giovedì 14 giugno 2012

Contraddizioni, pregiudizi e disinformazione

Sabato 09 e domenica 10.06.12 ho frequentato a Milano la prima parte del corso "Fisiologia e psicologia perinatale", organizzato dall'Associazione Psicologi della Lombardia, le cui relatrici erano la Dott.ssa Alessandra Bortolotti (autrice anche del libro "E se poi prende il vizio") e la Dott.ssa Laura Castellarin (ostetrica). Il corso è stato entusiasmante, sia ovviamente per le tematiche trattate ma anche per l'approccio con cui si sono affrontate queste tematiche. Sono chiaramente uscita da questa full immersion gasatissima e con una gran voglia di diffondere quanto ho potuto apprendere in questi giorni. Oggi, quindi, stavo curiosando in Internet per vedere cosa offre il nostro Cantone alle famiglie in merito a progetti di prevenzione primaria, a progetti di sostegno della genitorialità, a progetti di formazione per genitori,  a progetti di accompagnamento alla nascita e nel post-parto etc.. Sono quindi andata a vedere il sito ufficiale del Cantone che tratta di questi argomenti, ovvero il sito della Divisione dell'azione sociale e delle famiglie (Dipartimento Sanità e socialità) e ho navigato un po' al suo interno. Sono rimasta sorpresa e positivamente colpita di come sia stato messo in luce l'importanza del bisogno di contatto nel link dedicato ai bisogni del neonato. Il sito dice "Essere portati è un elemento molto importante: fino al momento della nascita il bambino è stato in contatto permanente con la madre; poi, improvvisamente tutto il mondo a lui conosciuto fino a quel momento non esiste più, si modifica. Si capisce meglio perché nel ritrovare le braccia materne, un ritmo di movimento conosciuto, il rumore del battito del suo cuore e il suo odore, il neonato si calma: ritrova parte di un'esperienza conosciuta e quindi una sensazione di sicurezza. Dare risposta a questo bisogno è importante: il bambino che si sta appropriando del suo nuovo mondo sa che dispone dell'aiuto dei genitori quando è in difficoltà. Spesso i neogenitori sono allarmati dalla richiesta da parte del neonato di un lungo contatto fisico: da una parte l'adulto non è più abituato a stare a lungo gli uni vicini agli altri, d'altra parte vi è una paura derivante dalla nostra cultura occidentale in cui la società promuove l'autonomia dell'individuo. Il neonato è tutto fuorché un essere autosufficiente. L'autonomia la si costruisce col passare degli anni, non nelle prime settimane di vita e anche i bambini portati tanto in braccio, a tempo debito andranno alla scoperta del mondo che li circonda, rassicurati dal fatto di avere un porto sicuro a cui tornare in caso di bisogno. Non si tratta perciò di vizi, ma di un bisogno vero e proprio al quale i genitori possono dare risposta con tutte le coccole del mondo."  
Leggendo questo pezzo, dentro di me dico "Wow, non ci posso credere!!!! Allora, forse, stiamo andando nella direzione giusta.. Allora, forse, c'è veramente una sensibilità diversa nell'aria rispetto a queste tematiche...".. Ma basta poco, per far si che la mia contentezza svanisca... Passo infatti al link sul sonno.. e trovo le  "misure che favoriscono il sonno notturno":  rituali, mettere il bambino sveglio da solo nel lettino per farlo addormentare da solo, offrire ciuccio o oggetti vari, poche coccole... Insomma, quel bisogno di contatto e di amore di cui si parlava prima e di cui il neonato sembra avere un disperato bisogno (è infatti un bisogno primario, di sopravvivenza...) sembra che di notte sparisca.. Ma qualcuno mi puó spiegare perchè di giorno i genitori devono rispondere a questo bisogno coccolandoli, cullandoli, portandoli, tenendoli stretti e di notte no???????? Perchè????????? Perchè un neonato non ha il diritto di essere confortato dolcemente, allattato, coccolato? Perchè non bisognerebbe dare una risposta amorevole e pronta ai bisogni notturni di nostro figlio???  Anche le risposte ai bisogni notturni contribuiscono a porre quelle basi di sicurezza e di autonomia dell'individuo... In quel trafiletto mancava solamente che venisse consigliato di farli piangere e di seguire il metodo Estivill per farli addormentare... Inoltre sono presenti diverse cose fuorvianti e che interpreto come DISINFORMAZIONE:
1) Nei primi mesi di vita i bimbi si svegliano durante la notte per reclamare la poppata, è normale e assolutamente fondamentale per un buon proseguimento dell'allattamento: di notte c'è il picco della prolattina ed il latte è quindi piú grasso e nutriente, la natura questo lo sa... Inoltre, far passare troppe ore tra una poppata e l'altra, puó influire sulla produzione di latte!!
2) Far si che il bambino si addormenti da solo nel lettino è una raccomandazione che non ha nessuna valenza scientifica! Nessun bambino è uguale ad un altro e un modo di dormire uguale per tutti non esiste!! Ogni famiglia puó scegliere la sistemazione notturna che reputa migliore, compresa la possibilità di dormire insieme ai propri figli.. e senza sensi di colpa!
3) Offrire il ciuccio: il bisogno di suzione è un bisogno fondamentale per un neonato, non solo per mangiare. La natura ha fatto si che la mamma avesse il seno per soddisfare anche questo bisogno ed in questo modo, attraverso la stimolazione del seno, potesse produrre piú latte. Il bambino non ha bisogno di alcun succhiotto, poichè al seno della madre soddisfa nel modo disposto dalla natura stessa ogni suo bisogno di suzione nutritiva e non. Il ciuccio è solo un surrogato del seno materno e potrebbe anche interferire negativamente con l'allattamento al seno. Ognuno è libero di fare le proprie scelte ma è anche importante che i genitori siano consapevoli delle possibili conseguenze delle loro scelte.
4) Comportarsi in modo diverso durante i risvegli: luci soffuse, poche coccole... Un neonato ha bisogno di essere confortato sia di giorno che di notte, un neonato ha bisogno di contatto fisico in qualsiasi momento della giornata!! Quindi, credo che sia decisamente poco educativo far credere ai genitori che di notte non bisogna eccedere in contatto ed in coccole... 
Credo sia importante che ogni genitore possa poter scegliere liberamente quale soluzione sia piú giusta e adeguata per la propria famiglia ma per poter fare una scelta consapevole è fondamentale che le informazioni di cui dispongono i genitori siano veritiere e fondate. 
Ad oggi non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino che i bambini debbano addormentarsi da soli, che non debbano essere coccolati di notte e che abbiano bisogno di sostituti del seno materno per essere confortati!! Chi predica questi consigli, pediatri e psicologi compresi, lo fa sulla base di pregiudizi culturali e non su evidenze scientifiche, contribuendo alla disinformazione dilagante sul tema. 
Ricordiamoci quindi che le cure prossimali e la ricerca di contatto sono per il bambino un'esigenza di sopravvivenza e per la madre un istinto da seguire e la madre non deve aver paura di seguire questo istinto!!


martedì 18 gennaio 2011

Autosvezzamento


Premetto che la parola "svezzamento" non mi piace per niente, considerando che non vivo l'allattamento come un vizio (svezzare=togliere un vizio..) ma come la cosa piú naturale che ci sia per nutrire, sia fisicamente che emotivamente, un figlio. Preferisco, quindi, parlare di alimentazione complementare (ovviamente complementare alla tetta..). Avendo allattato a richiesta, non imponendo orari né ritmi, è stato evidente condividere fin dall'inizio dell'introduzione dei cibi solidi, l'idea che sarebbe stato Diego a farci capire quando, quanto e cosa mangiare.. Abbiamo iniziato a proporgli  i cibi classici da "svezzamento"(passato di carota e patata, farina di riso etc..) verso i 6 mesi e mezzo ma non c'è mai stato verso che aprisse la bocca per assaggiare questi piatti deliziosi che la sua mamma gli preparava con tanto amore.. Nonostante non mangiasse praticamente nulla all'infuori del latte non l'ho mai forzato, visto che sapevo che comunque, con il latte materno, continuava ad assumere tutte le calorie e gli elementi nutritivi a lui necessari. Ad ogni pranzo provavo a riproporgli  qualcosa e se voleva assaggiare il cibo bene e se no pazienza..Ho sempre lasciato che "giocasse" con il cibo, che toccasse ció che aveva nel piatto per permettergli di conoscere queste cose nuove non solo attraverso il gusto ma anche con gli altri sensi (ovviamente sotto la sua Tripp Trapp c'era il finimondo..). Posso dire che Diego inizia a mangiare e ad apprezzare il cibo solido solo adesso, quasi al compimento dell'anno e solamente perchè ho deciso di passare al cibo che mangiamo noi, senza cucinargli piú nulla di particolare.. (ieri sera ad esempio si è pappato i pizzoccheri..)Mica scemo il giovanotto!! Sono sempre stata tranquilla rispetto al fatto che non mangiasse perchè al gruppo della Leche League mi hanno sempre rassicurato sul fatto che i bambini allattati al seno accettano i cibi solidi con piú difficoltà e che molto spesso non gradiscono le cose passate, grattuggiate, omogeneizzate ma preferiscono passare subito ai pezzi. Infatti Diego all'inizio, per esempio, la mela grattuggiata non la mangiava, chiudeva la bocca mentre se gli davo la mela intera e gli permettevo di grattarla con i sue due dentini la gustava volentieri. Insomma, altro che pesare il pasto (200 gr di verdura.. ma quando mai?????) e prescrizioni varie.. Sull'argomento, un bel libro (anche se forse un po' troppo estremista..) è "Io mi svezzo da solo" di Lucio Piermarini  e il mitico "Il mio bambino non mi mangia " di Carlos Gonzalez (un mito!).

mercoledì 29 settembre 2010

Settimana mondiale dell'allattamento dal 01 al 07 ottobre 2010...

Ebbene si, tra pochi giorni inizia la settimana mondiale dell'allattamento materno, una settimana in cui si cercherà, attraverso diverse iniziative, dibattiti, conferenze etc.. di sensibilizzare sull'importanza dell'allattamento. Infatti, ancora oggi, c'è troppa ignoranza intorno al tema, sia nella gente comune che nei professionisti ed è per questo che è fondamentale rendere questo argomento oggetto di attenzione e di discussione, proprio per far si che, prima o poi, l'allattamento torni ad essere quell'arte materna naturale e spontanea,cosí come pensata perfettamente da Madre Natura..
Quindi, gli obiettivi principali della settimana mondiale dell'allattamento sono: 1)Dare più valore al contributo dei Dieci passi per il successo dell'allattamento al seno 2) Rinnovare le attività nei Servizi Sanitari e tra gli operatori e le comunità per sostenere le mamme nel raggiungimento dei loro obiettivi di allattamento al seno.3) Diffondere ovunque il messaggio che la protezione, la promozione ed il sostegno dell’allattamento siano un diritto delle mamme, un diritto dei bambini e un diritto umano. 4) Far sì che le donne e tutti quelli che si occupano di diritti umani lottino per Servizi Sanitari che sostengano l’allattamento materno. 5) Assicurarsi che gli operatori sanitari che seguono le mamme e i loro bimbi siano adeguatamente preparati per consigliarle e sostenerle nel seguire la migliore alimentazione per i bambini.
Anche qui in Ticino, soprattutto grazie ai gruppi della Leche League, si stanno organizzando diverse cose in occasione di questa settimana cosí importante. Innanzitutto, giovedi 30 settembre 2010 alle ore 20, presso la Casa Colombaro di Canobbio, si terrà un'importante conferenza tenuta da una professionista unica nel suo genere, Rosa Gatto. Il tema della conferenza è: "“Il Bonding - il buon inizio dopo il parto,l`importanza del primo contatto tra mamma e neonato". Il bonding è quella relazione che si instaura tra mamma e bambino subito dopo il parto ed è permesso da un contatto immediato pelle a pelle. Ció ha un'importanza fondamentale per l'allattamento perchè permettendo al neonato di stare sulla pancia della madre per almeno due ore egli spontaneamente migrerà alla ricerca del seno e si attaccherà, facendo cosí partire in maniera naturale e armoniosa la stimolazione e la produzione di colostro. All'ospedale di Mendrisio il bonding viene fatto e posso assicurare che è veramente un momento magico!
Un altro appuntamento imperdibile è la passeggiata con i bimbi in fascia il 09 ottobre 2010 alle 10.30, ritrovo al piazzale della Stazione di Bellinzona. Ma qui ci vuole un post apposta...

martedì 17 agosto 2010

Appunti di viaggio.. La tetta e l'aereo...

Eccoci tornati dalla nostra avventura! Siamo partiti il 25 luglio 2010 da Milano con destinazione Tucuman (Argentina), passando anche per Roma e per Buenos Aires..Eh si, il piccolo Diego, a soli 6 mesi ne ha macinati di km e di ore di volo.. Tutto è andato nel migliore dei modi e, sicuramente, un grandissimo aiuto è stato dato dalla mitica tetta e dalla fascia. Infatti, per contrastare il cambiamento di pressione e far si che al piccolo non venga mal d'orecchie, la cosa in assoluto migliore è proprio quello di farlo ciucciare sia in fase di decollo che in fase di atterraggio (ovviamente la tetta è meglio ma se no si puó anche anche dare ciuccio, dar da bere acqua in un biberon etc..), è fondamentale che ci sia il movimento della mandibola. In realtà, Diego era già talmente distrutto dopo il primo volo (Milano-Roma) che quando è decollato il secondo aereo (Roma-Buenos Aires) dormiva cosí profondamente che non c'è stato verso di fargli prendere il seno in bocca. Io ero in panico ma è andato tutto bene, cosí bene che ha dormito per 11 ore consecutive..su di me.. (il volo durava 13 ore.. ). Quando si è risvegliato non ha fatto una piega e si è comportato come se si trovasse nel letto di casa: sorrisi, urletti, allegria traboccante.
Anche nell'atterraggio non ci sono stati problemi, Diego ha ciucciato tranquillamente e tutto è andato nel migliore dei modi. Siamo arrivati a Buenos Aires alle 7 del mattino e per fortuna avevamo una zia dove poter andare a riposare un po' prima di riprendere il terzo aereo per Tucuman alle 18. Su questo aereo Diego qualcosina ha sofferto (aereo piú vecchio?? altezza di volo molto piú bassa??) perchè ha avuto qualche piccolo episodio di pianto acuto ma niente di grave, assolutamente gestibile e molto passeggero. E finalmente alle 20.30 del 26 luglio 2010 siamo arrivati in terra tucumana, distrutti ma felici...

mercoledì 7 luglio 2010

Io allatto alla luce del sole e non me ne vergogno!!


Art by Erika Hastings at http://mudspice.wordpress.com/ Allattare è la cosa piú naturale che ci sia.. La natura ha predisposto tutto per far si che una madre possa nutrire fin da subito il suo piccolo, stabilendo con lui quel legame unico e indissolubile che si puó formare solo tra mamma e figlio.. Al giorno d'oggi questa pratica meravigliosa e naturale non viene sempre vista di buon occhio se viene fatta in pubblico. Forse non si è piú abituati a vedere donne allattare e quindi non è piú un comportamente socialmente accettabile come invece lo è dare il biberon.. Allora io mi dico: siamo circondati da tette e culi in ogni dove, in quasi tutte le pubblicità ci sono allusioni sessuali, la volgarità campeggia ovunque e ció viene accettato senza problemi mentre una madre che allatta (e quindi tira fuori una tetta) crea scandalo e imbarazzo.. Ma vi rendete conto in che mondo viviamo??? Io non ci capisco piú nulla.. Va bè, io allatto in pubblico senza nessun tipo di problema, non mi sono mai e dico mai vergognata di nutrire mio figlio, anzi!!

giovedì 24 giugno 2010

Bonding e allattamento

L'ospedale Beata Vergine di Mendrisio, come già detto, gode del riconoscimento Unicef quale Ospedale amico dei bambini, in quanto si impegna a promuovere l'allattamento materno. E' per questa ragione che a Mendrisio viene anche promosso il "bonding", ossia quel primissimo contatto tra madre e bambino che avviene dopo il parto. In inglese, bond significa "attaccare, incollare, cementare" e per bonding si intende quindi  il processo di formazione del legame tra i genitori e il loro bambino. E' questo legame profondo, specifico, permanente (fisico e psicologico insieme) che permette di allattare, di cullare, di giocare con il proprio bambino, ma anche di proteggerlo, di  non trascurarlo, di non abbandonarlo.. Al punto 4 del decalogo dell'Unicef, si auspica che la madre possa attaccare al seno suo figlio già nella prima mezz'ora dopo il parto, perchè ció permette fin da subito l'instaurarsi della relazione madre-bambino. Infatti, subito dopo il parto, se madre e bambino stanno bene, il piccolo viene lasciato per due ore sulla pancia della mamma, senza essere nè lavato, nè pesato, nè torturato con altri mille esami clinici, con una luce soffusa. Il contatto visivo sitmola il conoscersi a vicenda e per il bambino è importante sentire a livello tattile la sua mamma, udire il suo battito del cuore, udire la voce dei genitori e odorare la pelle materna. Questo ha un effetto tranquillizzante per il bambino, stremato dalle fatiche del parto. E anche per la mamma è una gioia impagabile! E' stato infatti scoperto che il neonato, nei primi 60-90 minuti dopo la nascita, si trova nello stato di veglia tranquilla nel quale puó aprire gli occhi, guardare (e conoscere) i genitori, ascoltare la loro voce, cercare (da solo) il seno della mamma, sentirsi rassicurato da quell'abbraccio che simula quello noto dell'utero. In questa fase il neonato è molto attento e riesce a percepire ció che lo circonda; è in questo momento che ha il suo primo contatto con il mondo; bisognerebbe evitareche queste prime percezioni avvenissero attraverso persone estranee, in luoghi diversi dal corpo della mamma (dalla sua voce e dal suo odore). Dopo circa due ore dal parto il neonato passa in uno stadio di sonnolenza o di vero e proprio sonno, recupera le forze e la sua percezione del mondo si riduce fino quasi ad annullarsi: è solo in questo momento che sarebbe opportuno staccarlo dalla mamma per sottoporlo agli esami di routine essenziali.. E' incredibile vedere come il piccolo, se la madre ha avuto un parto naturale e quindi non è stata somministrata un'anestesia, "migri" dopo un po' alla ricerca del capezzolo e inizi a ciucciare autonomamente.. Sembra che la tetta abbia l'odore del liquido amniotico e per tale motivo il neonato ne sia attratto. Diego l'ha fatto e posso dire che è una sensazione meravigliosa!!! Dopo un parto difficile, sia per me che per lui (e anche per il papà), potersi abbracciare e lasciarsi andare l'uno nelle braccia dell'altro è ció che ti fa dimenticare istantaneamente (quasi..) il dolore appena provato. Si spera, quindi, che sempre piú ospedali si decidano a mettere in pratica queste cose, regalando cosí a numerose famiglie queste emozioni indescrivibili e permettendo a mamma e bimbo di iniziare alla grande il loro allattamento!! Da quel che so, purtroppo, peró anche tra gli operatori regna un certo scetticismo ("prima il bonding non si faceva e i bambini venivano su bene lo stesso...".. questo è quello che si sente dire..) e sono pochi i professionisti che portano avanti la loro battaglia in favore di allattamento, rooming-in, bonding e tutto ció che riguarda le pratiche dove vengono messe al centro la mamma e il bambino.. Speriamo che le cose cambino e che l'importanza di tutto ció non venga piú messa in discussione!!

martedì 1 giugno 2010

Rooming -in e allattamento

L'ospedale Beata Vergine di Mendrisio è un ospedale "amico dei bambini", ossia gode del  riconoscimento UNICEF perchè favorisce e promuove l'allattamento al seno, secondo le norme stabilite da Unicef e dalla Fondazione svizzera per la promozione dell'allattamento al seno. E' stato stilato un decalogo che l'ospedale si impegna a rispettare per poter godere di questo riconoscimento. Al punto 7 del decalogo si parla del rooming -in: il neonato deve essere sistemato nella stessa camera della madre in modo tale che possano stare insieme 24 ore su 24. Ció influenza positivamente l'allattamento per ovvie ragioni: innanzitutto la madre puó attaccare il piccolo al seno appena inizia a cogliere i primi segnali che suo figlio gli sta mandando ,  prima che inizi a piangere dalla fame. (sono tanti i segnali di fame che il neonato manda prima di piangere, di solito 30 minuti prima del pianto, il pianto è un segnale tardivo!!!). Si favorisce cosí l'allattamento a richiesta. Iniziare bene l'allattamento non è cosí evidente nè naturale come si penserebbe, è un'arte, ci vuole pazienza e costanza.. Se il bambino piange disperatamente sarà sicuramente piú difficile attaccarlo nella posizione corretta, si è tutti piú nervosi e si rischia di agitarsi e di entrare in un circolo vizioso (bambino piange, si attacca male, mamma ha dolore, si innervosisce, bambino non si calma etc..). Poi il rooming-in evita inutili separazioni che sono fonti di stress per il neonato. Ogni tanto bisognerebbe provare a mettersi nei panni del piccolo: è stato 9 mesi nella pancia e poi, dopo poche ore, ti separano già dalla tua mamma per metterti in una nursery.. Tremendo!! Il rooming-in,inoltre, aumenta la protezione dai batteri ospedalieri e fa si che i bambini piangano meno, disperdendo cosí minori energie. Inoltre stare insieme alla madre favorisce il bonding (la relazione primaria) e permette di conoscersi e abituarsi a vicenda..
Stare 24 ore su 24 con la madre permette al piccolo di continuare l'esperienza di essere avvolto di amore e dunque rappresenta la naturale continuazione del benessere e della sicurezza che ha conosciuto per 9 mesi prima della nascita.
Diego, in teoria sarebbe dovuto nascere alla clinica Sant'Anna di Sorengo, in quanto la mia ginecologa operava unicamente in quella struttura. Quando ho saputo che al Sant'Anna c'era la nursery e non avrei potuto tenere mio figlio sempre con me (puoi solo se sei in camera privata o se ti fai la Fiocco Card, per la modica cifra di 3.000 Frs....) ho deciso di cambiare ginecologo e di partorire a Mendrisio! E sono stata felice della mia scelta... Io e Diego abbiamo potuto dormire insieme (ma proprio insieme...nello stesso letto...) fin da subito e quei momenti sono e saranno per sempre indimenticabili.. dormivo poco, è vero,  ma stare ore e ore a guardare tuo figlio ti ripaga di tutta la stanchezza fisica.. Quindi donne: scegliete con cognizione di causa dove volete partorire, perchè proprio li, chiedetevi se fanno il bonding o il rooming-in, come sono le sale parto, come vedono l'allattamento al seno e cosa fanno per promuoverlo... Partorire è un'esperienza talmente grande che bisogna conoscere le diverse opzioni possibili.. per il bene di tutti!

martedì 27 aprile 2010

L'allattamento a richiesta!

L'allattamento a richiesta è uno dei sistemi piú semplici e collaudati per alimentare i bambini al seno.E' importantissimo cogliere i segnali che il piccolo ci invia prima che inizi a piangere dalla fame: solitamente muove le manine, la bocca e la lingua, si agita un pochino. Il PIANTO È UN SEGNALE TARDIVO DI FAME! Se lo si attacca al seno prima che scoppi a piangere è piú facile, soprattutto all'inizio, far si che sia nella posizione di suzione corretta. Se invece piange si è tutti piú nervosi e il piccolo è spesso troppo agitato per potersi attaccare bene.. Questo è un consiglio che a me ha aiutato molto!
Allattare a richiesta significa offrire il seno ogni volta che il bambino mostri di volersi attaccare, per fame o per qualsiasi altro motivo. La produzione di latte è praticamente continua, poichè, non appena il bambino succhia, il latte inizia a prodursi e ad affluire, quindi non devi aspettare che il seno si riempia.
Nel vero allattamento a richiesta, tutta la suzione del bambino deve essere al seno: CIUCCI E BIBERON INTERFERISCONO CON LA PIENA ATTUAZIONE DI QUESTO MECCANISMO DI DOMANDA E OFFERTA CHE È ALLA BASE DI UN'ADEGUATA PRODUZIONE DI LATTE!!!
Il bambino allattato a richiesta mangia di volta in volta ció che necessita , e quindi le poppate possono durare un tempo variabile. L'intervallo tra i pasti è regolato da tutte le sue effettive necessità, non da regole astratte ed estranee al suo organismo!
Il seno non risponde solo ai bisogni alimentari del bambino: FORNISCE PROTEZIONE IMMUNITARIA, FATTORI DI CRESCITA, ENZIMI E INOLTRE OFFRE IL CONFORTO E IL CONTATTO CON LA MAMMA, DI CUI IL PICCOLO HA BIOLOGICAMENTE BISOGNO!!
Diego ha sempre mangiato a richiesta: ora ha 3 mesi e pesa 6.5 Kg!!!
Consiglio a tutti di leggere "L'arte dell'allattamento materno"  _ La Leche League

domenica 18 aprile 2010

Allattamento


Non riesco proprio a capire perchè le donne del giorno d'oggi non vogliano piú allattare.. Una delle frasi che mi sento ripetere piú spesso è: "non avevo il latte..", "tu sei fortunata che hai il latte" etc etc.. Possibile che nel 2010 ancora non si sappia che solo pochissime donne hanno davvero il problema di non produrre abbastanza latte? Possibile che non si sappia che il latte si forma sulla base della domanda e dell'offerta e, quindi, piú spesso si attacca il bimbo al seno piú latte si produce? E' da riconoscere che, purtroppo, l'allattamento non è per niente sostenuto nella nostra società, basti pensare al fatto che il "rooming-in" e il "bonding" non sono per niente pratiche comuni, anzi..E' fondamentale per partire bene con l'allattamento essere sostenute da persone competenti.. A me ha aiutato tantissimo frequentare gli incontri della "Leche League" già quando ero incinta e ancora oggi, sebbene il mio allattamento stia funzionando alla grande, continuo ad andarci perchè è bellissimo condividere con altre mamme le proprie esperienze. Posso anche dire che a Mendrisio c'è una consulente per l'allattamento che è un vero e proprio guru e solo grazie a lei tante mamme del mendrisiotto stanno allattando serenamente..
Allattare è meraviglioso! Sapere che tu stai nutrendo tuo figlio, che sei la sua "maateria prima" (come dice il papà) è una sensazione unica...